TANTI AUGURI ALEX

09.11.2012 10:56

 

“Quello che ero. Quello che sono. Quello che sarò. Le mie origini spiegano quasi tutto di me. Ho girato tutto il mondo, ma alla fine tutte le volte che provo a raccontare me stesso, comincio da lì. Dai miei genitori, da mio fratello, dalla mia casa a San Vendemiano (con una "emme" sola, l'ho visto scritto tante volte sbagliato!). Sono nato il 9 novembre del 1974, in realtà sulla mia carta d'identità c'è scritto "a Conegliano", ovvero a cinque chilometri di distanza da San Vendemiano, ma è solo una questione di ospedale. La mia casa è sempre là, con i nostri nomi sul citofono. Mia mamma ci vive ancora, e questo spiega molto di lei. E di noi. Qualche tempo fa ho raccontato in un'intervista: "Sono fiero di mio padre che si spaccò la schiena come elettricista, e di mia madre che avrà lavato per terra in tutte le case di Conegliano. Questi sono i miei esempi. Sono strafelice di avere avuto quell'infanzia, dove i desideri erano in rapporto alle possibilità, mai di più". Credo che questa frase riassuma il senso di un'età felice: i valori, la dimensione della provincia italiana, il rispetto per il denaro e i sacrifici fatti per guadagnarselo, l'onestà, la serenità. 
Detto questo, nella descrizione di quello che sono stato da bambino manca solo una cosa, e non è un dettaglio: il pallone. Per quanto mi sforzi di ricordare, nessuno tra i miei compagni di gioco era così fissato, tanto da non pensare ad altro, da non riuscire a farne a meno. Forse solo mio fratello Stefano era come me, ma lui era grande, lui giocava già nelle squadre vere - e io lo seguivo spesso con mio padre, nei viaggi sul sedile di dietro della nostra 127 - e ai miei occhi non correva più il rischio di rimanere senza pallone. Io invece dovevo guadagnarmelo: dopo le partite di giorno che duravano ore ed ore, quelle di sera con le luci che mio papà aveva montato per trasformare un campetto in uno stadio illuminato per la coppa dei campioni tutta nostra, e poi ancora a casa da solo nel garage con la palla da tennis, fino a quando mi trascinavano a letto. Ma anche sotto le coperte io pensavo alle partite del giorno dopo. In fondo, per questo sognavo di fare il calciatore da grande. Per non dovere mai fare a meno del pallone.”

 Per rendere omaggio all'ex capitano della Juventus non servono altre descrizioni oltre quello che già sappiamo e queste poche righe tratte dalla sua biografia.

Oggi il pinturicchio compie 38 anni, questo è il suo primo compleanno trascorso oltreoceano, primo compleanno con i nuovi compagni di squadra.

Arrivano a Sidney gli auguri della sua ex società e dalle maggiori testate giornalistiche italiane.

Ventitre titoli  viniti fino ad oggi, tra cui una coppa del mondo con la nazionale, ma questi sono solo numeri. Alessandro Del Piero non è solo un talento calcistico come pochi, è icona di stile e umiltà, un campione che manca al nostro calcio e non solo ai tifosi juventini: Alex è un esempio da seguire.

 

Tanti auguri campione!